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Lean Startup: 5 linee guida per non sprecare tempo e risorse

Post by On 02 Luglio 2015 In blog
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2015 07 01 Lean startup 5 linee guida per non sprecare tempo e risorse 2Da cosa devi partire quando hai una nuova idea di business da sperimentare?

Di sicuro possono tornarti utili alcuni principi della lean startup. In particolare, partendo dalle teorizzazioni di Eric Ries sulla lean startup (descritte nel libro Partire leggeri: il metodo lean startup) il team di Strategyzer ha identificato 5 punti essenziali che ti aiutano a far ottimizzare e lanciare le tue idee: noi li abbiamo letti e trovati molto interessanti, e qui li abbiamo riassunti e rielaborati secondo le nostre esperienze di Business Designer.

1) Ogni nuova impresa ha un massimo livello d'incertezza iniziale: non perdere tempo con un business plan

La business model generation sta avendo grande successo perché ha capito un principio fondamentale: muoversi velocemente. O, per dirla in termini ancora più lean, muoversi agilmente.

Che significa?
Che non possiamo perdere tempo per creare un'idea perfetta, precisa e puntuale. All'inizio il livello di incertezza rispetto a certe domande ("Sarà l'idea giusta? Il mercato è pronto? Ho tutti gli elementi necessari? I dettagli sono curati?") è talmente alto che è uno spreco di tempo e risorse cercare di rispondere precisamente.

Sia che tu stia avviando una nuova impresa, sia che stia progettando un nuovo prodotto/servizio, all'inizio devi partire con processi molto rapidi, servizi e prodotti abbozzati, idee e azioni che ti permettano di verificare velocemente i tuoi assunti di base per poter aggiungere i pezzi successivamente.

Un grande successo del libro Value Proposition Design è quello di aver descritto un processo step-by-step e, soprattutto, incrementale, per passare grado dopo grado da una grezza idea iniziale a un business avviato.

Quindi, in questa prima parte, il tuo obiettivo dovrà essere quello di costruire un modello di business e una proposta di valore che su carta funzionino.


2) Comincia a testare le ipotesi più rischiose: quali sono le cose più importanti che devi verificare affinché la tua idea funzioni?

Ma il tuo modello di business e la tua proposta di valore, poi, nella pratica, funzionano? Questo lo dovrai verificare.

Ci sono tante cose che puoi verificare e che ti invito a chiamare "ipotesi": non è solo una questione linguistica, è un vero e proprio atteggiamento mentale. Se pensi che una tua idea sia una realtà, un fatto assodato, una cosa che "è così", ti comporterai di conseguenza: la darai per scontata. Se invece agisci pensando che si tratta di una "ipotesi" allora ti muoverai per verificarla, non darai niente per scontato.

Ora, verificare è un processo che, ovviamente, richiede tempo. Ma questo non è un problema per te: il tuo problema, semmai, è quanto tempo richiede.
Potenzialmente puoi verificare di tutto, ma a) non ti serve, perché alcune cose si chiariranno automaticamente verificandone altre, e b) è davvero dispensioso verificare tutto e subito.

Quindi?
Quindi comincia a verificare le ipotesi più importanti, cioè le più rischiose. È molto facile capire quali sono: fai le tue ipotesi relative a prodotti/servizi che vuoi realizzare, scrivile su post-it, e ordinale per importanza. In cima alla lista ci saranno quelle che, se si rivelano false, faranno crollare tutto il tuo modello di business (che non vuol dire "Tanti saluti, ce ne andiamo a casa", ma "Ok, cosa devo modificare ora che so che queste ipotesi sono errate?").


3) Comincia con sperimentazioni facili ed economiche: i tuoi investimenti cresceranno col diminuire dell'incertezza

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4) L'MVP non è una versione in piccolo di ciò che vuoi costruire

Dunque, devi fare delle sperimentazioni per testare le tue ipotesi.

Un'ipotesi potrebbe essere: "Ma i clienti vogliono davvero questo prodotto?"
Un relativo esperimento può essere quello di creare il prodotto bello e finito, metterlo sul mercato, e vedere come va. Un po' quello che ha fatto Segway, e che poi è stato considerato dal TIME uno dei più grandi flop del nuovo millennio.

Quindi?
Quindi devi partire da esperimenti velocissimi ed economici. Come un'intervista ai clienti, per esempio, relativa a quali sono i loro problemi e alla soluzione che gli vorresti proporre (il libro Pianificazione snella di Ash Maurya ti può aiutare senz'altro a capire come costruirla e implementarla). Oppure, successivamente, un MVP (Minimum Valuable Product). O, prima ancora di tutto questo, un business model visuale (come ti permette di fare il Business Model Canvas).

Un punto fondamentale è che non devi partire con una versione in piccolo di ciò che vuoi fare: ci sono tutta una serie di sperimentazioni che puoi, anzi, devi fare senza arrivare a creare un baby-prodotto, poiché sono più economiche e più veloci di questo. Solo alla fine il tuo MVP potrebbe arrivare ad essere una versione baby di ciò che vuoi creare. Nei nostri corsi insegniamo diverse tecniche e processi relativi a questi passaggi, calzandoli sulle esigenze e sulle risorse dell'azienda, ed è esattamente quello che devi fare tu.

Dunque, la logica è questa: fatte le tue ipotesi, comincia a testare quelle cruciali con sperimentazioni semplici, per avere dei primi dati. Quei dati ti permetteranno di aggiustarle (o di mantenerle, se si rivelano del tutto corrette) e, di conseguenza, di abbassare l'incertezza. Solo allora potrai pensare di articolarle e dettagliarle meglio e di fare, quindi, sperimentazioni con investimenti maggiori, che ti daranno dati ancora più accurati.

Facendo così arriverai sul mercato con basi più solide e spendendo meno soldi di quanti ne spenderesti andando subito sul mercato con un prodotto bello e finito, e magari con una potente e costosa campagna di marketing, per poi dover buttare tutto nel secchio perché il mercato, del tuo prodotto, non se ne fa niente.


2015 07 01 Lean startup 5 linee guida per non sprecare tempo e risorse5) Il tuo business partirà solo dopo che avrai trovato la giusta proposta di valore e il giusto modello di business

Tutto questo processo, lo avrai capito, ti permetterà con metodi semplici, economici e veloci di trovare la giusta proposta di valore da presentare al cliente, cioè il giusto prodotto/servizio che calza con ciò di cui il cliente ha bisogno, desiderio, necessità (a più livelli, come ha descritto Fabio Petruzzi in questo recente articolo).

Ora non fare un errore: non pensare che il tuo business camperà grazie a una buona idea. Sarebbe come dire che un cuore sano può campare in un corpo malato. Oppure faresti come quelle persone che dicono: "Sai, ho l'artrite, sono in sovrappeso, dormo male... però c'ho una vista un sacco buona!". Bel vantaggio.

Se hai una proposta di valore vincente devi inserirla in un corpo altrettanto vincente, cioè in un vincente modello di business, pena il fallimento di entrambi: il secondo, se non funziona, si trascinerà la prima con sé mentre sprofonda nel fallimento più oscuro. "Oscuro" perché non ti sarà chiaro cosa sta succedendo, cosa c'è che non va.

E cosa c'è che non va?
C'è che un modello di business è come un organismo vivente, come un qualunque sistema: è composto da diverse parti, e devono funzionare tutte, perché sono tutte in relazione tra loro (vedi le strategie di Livello 2 dei modelli di business).

Quindi, detto in parole semplici, non ti focalizzare solo sull'idea, sul prodotto, sul servizio: zoomma su di esso quando necessario, ma sii costantemente capace di fare uno zoom out, un allargamento, sull'intero modello di business per avere la chiara visione di come sta funzionando. E magari un ulteriore zoom out sull'ecosistema in cui è inserito.


Spero che queste cinque linee guida ti siano utili per capire e applicare il processo che ti permette, con più velocità, sicurezza ed economia, di scendere sul mercato e scansare, agilmente, il fallimento.

Read 3271 times Last modified on Lunedì, 13 Luglio 2015 16:31

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