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Business Model Canvas 3dIl Business Model Canvas ormai è un must have.

Lo diciamo da tempo, lo scriviamo nei nostri articoli, lo insegniamo nei nostri workshop.

Ma una delle mie citazioni preferite è: "Di Dio ci fidiamo, tutti gli altri devono portarci dei dati". E sebbene finora abbiamo sempre cercato di associare tutti i dati disponibili sul Canvas all'interno dei nostri lavori, adesso possiamo farlo con ulteriore precisione!

Infatti non molto tempo fa il gruppo di Osterwalder ha pubblicato una serie di dati su chi usa il Canvas e in che modo, con una ricerca lungo tutto il mondo, con oltre 1300 intervistati tra aziende, consulenti, imprenditori e accademici.

In prima analisi, i numeri: oltre 5 milioni di download del Business Model Canvas. E parliamo unicamente di quelli fatti dal sito ufficiale. Se aggiungiamo chi ha comprato il libro, chi lo ha scaricato dai portali locali come il nostro, più tutte le versioni che si trovano in giro per il web e per i dispositivi mobile, beh, non facciamo fatica a credere che il numero sia ancora e ancora più alto.

Veniamo poi agli aspetti pratici: quali sono i contributi maggiori che il Canvas dà a chi lo utilizza?

In pole position troviamo:

  1. Migliora le pianificazioni strategiche
  2. Crea un linguaggio condiviso
  3. Migliora le idee da implementare e il brainstorming

Una volta, in uno dei nostri workshop, un partecipante ci chiese: "Ma questo Canvas ti fa fare i soldi?".
Dal nostro punto di vista niente ti fa fare i soldi, nel senso che niente li crea dal nulla. Sono le tue capacità strategiche, la funzionalità delle tue idee, la capacità di un lavoro adeguato, organizzato e sistematizzato a creare lo scenario e il terreno che porteranno la tua azienda a vincere e saper competere sul mercato. E il Canvas, in questo, si è rivelato uno strumento perfetto.

A questi punti poi se ne aggiungono altri non meno importanti:

  • migliora il lavoro di squadra
  • produce risultati pratici e strutturati da implementare velocemente
  • facilità lo scambio tra aree differenti della stessa azienda

Ok, ma perché usare il Business Model Canvas? Anche qui ci sono diverse ragioni.

Molti imprenditori (il 36%) lo utilizzano per sviluppare un'idea di un business completamente nuova, segno di come il Canvas sia molto utile per le startup.
Non meno importante è però per le aziende già sviluppate, che lo trovano efficace per lanciare nuovi prodotti/servizi (21%), ripensare la strategia (19%) o rinnovare un business model ormai vecchio e obsoleto (15%).
E poi si aggiunge la sua utilità per comprendere meglio i clienti B2B (3%), per ampliare la propria azienda (2%), per gestire team multidisciplinari (1,8%) e per investire nella ricerca (0,8%) o fare fusioni e acquisizioni (0,7%).

2015 07 09 Usare il CanvasC'è un dato interessante che va a consolidare la posizione di must have del Canvas: l'analisi tramite Google mostra che mentre negli ultimi anni il Business Model Canvas ha accresciuto la sua popolarità come strumento di pianificazione strategica, vecchi strumenti e logiche (come il business plan) stanno invece lentamente ma inesorabilmente perdendo l'interesse degli imprenditori.

Questa è una conferma di un modo diverso di fare, vedere e prim'ancora pensare il modo di fare business. E a dimostrarlo sono anche le (molte) parole spese su questo strumento da autorità accademiche del mondo del business, che insegnano il Canvas nelle loro università. Tra queste ricordiamo Steve Blank (Stanford University), Bill Fischer (IMD), Rita Gunther McGrath (Columbia University), Henry Chesbrough (Berkeley), a cui vanno aggiunte autortià dell'Harvard, della Northwestern ecc.

E in Italia?
In Italia manca una ricerca sistematica e di queste proporzioni, ma possiamo confermare questi trand con alcuni numeri, tra cui:

  • solo Beople negli ultimi 2 anni ha tenuto oltre centotrenta sessioni di business design in tutta Italia, presentando e facendo utilizzare il Business Model Canvas e coinvolgendo oltre 1800 persone (leggi qui per scoprire in che modo il Business Design può essere utile alla tua azienda)
     
  • diverse Università stanno insegnando ormai il Canvas nei corsi regolari. Noi stessi, oltre ad essere stati contattati da professori e laureandi interessati a parlare dello strumento, lo abbiamo insegnato all'interno di corsi appositi in università come il Politecnico di Milano, la Ca' Foscari di Venezia, e l'Università degli Studi di Udine, oltre che in Consorzi, Ordini, Associazioni di Categoria e Agenzie di Sviluppo Regionali
     
  • naturalmente le aziende che lo utilizzano sono ormai svariate centinaia, e si va da startup a multinazionali. Sempre per quel che riguarda solo il lavoro di Beople, tra le grandi compagnie ci sono Poste Italiane, Banca Mediolanum, HP, Gruppo API, Allianz,Tetrapak, Benetton, Bottega Verde...

Insomma, se i risultati avevano già dato un anticipo, adesso i numeri parlano chiaro.

Il consiglio a questo punto è, se non l'avete già fatto, di scaricavi gratuitamente tutti gli strumenti che trovate su questo portale, o di partecipare a uno dei nostri workshop (il prossimo è a Roma - clicca qui), e di seguire gli articoli di informazione che continueremo a pubblicare mese dopo mese.

Buona innovazione!

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Sai perché la maggior parte delle startup e delle aziende falliscono? Perché ignorano i clienti.

Un concetto chiave con cui ogni imprenditore e ogni dirigente, giovane o esperto che sia, deve avere familiarità è il concetto di Job To Be Done.
Oggi ti proponiamo tre articoli scritti da Fabio Petruzzi, che ha largamente esplorato questo concetto ricavandone delle considerazioni importanti.

Prima di segnalarteli, però, ti consigliamo, se non hai familiarità con questo concetto, di approfondirlo in questa pagina.

E ora, ecco i 3 articoli per capire meglio come funziona il Job To Be Done e come e perché può essere strategico per la tua azienda:


2013 10 15 job to be done1) Il primo segreto per un prodotto/servizio di successo: il Job To Be Done

Letto più di 7'500 volte, questo primo articolo spiega il concetto di JTBD descrivendo immediatamente le ripercussioni pratiche che ha nell'identificare, creare o migliorare prodotti e servizi in linea con ciò che il cliente davvero vuole.

Il JTBD infatti è una guida potente nell'orientare l'azienda a migliorare, o a creare ex-novo, dei prodotti e dei servizi in funzione di problemi, desideri e necessità dei propri clienti.


2015 02 23 Perché perdi clienti2) Perché perdi i clienti (e come invece li conquisti): il Job To Be Done

In questo secondo articolo viene approfondito come ignorare o considerare il Job To Be Done sia strategico per comprendere come agiscono i clienti, e vengono date linee guida per inserire il JTBD nella propria strategia aziendale.

Si calza in maniera più operativa ciò il JTBD all'interno del contesto aziendale, con alcuni consigli ovviamente non esaustivi ma indubbiamente di grande valore.


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3) I 4 motivi principali per cui i tuoi clienti comprano (oppure no): 4 tipi di Job To Be Done che dovresti conoscere

Scendiamo infine più nello specifico, identificando 4 ragioni che spingono i clienti all'acquisto (o che li allontanano) e associandole a 4 tipologie di JTBD.

Questo è un articolo che permette di fare ancora più pratica con il concetto di JTBD, identificandone alcune ricadute e associandolo più operativamente a ciò che il cliente fa e non fa - e, di conseguenza, a creare prodotti e servizi in base a questi suoi comportamenti.


Siamo certi che vi torneranno utili e che potranno darvi degli stimoli in più per migliorare e potenziare il vostro business.

Buona innovazione! 

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Uno degli aspetti più interessanti del Business Model Canvas è la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze.


Questa è stata una linea ricorrente nella recente Master Class berlinese di Alexander Osterwalder, a cui abbiamo partecipato. Innovatori da tutto il mondo sono venuti per apprendere le diverse declinazioni che il Canvas può garantire, e da parte nostra, in vista dell'imminente uscita italiana di Value Proposition Design, che abbiamo revisionato personalmente, volevamo approfondire direttamente da Alex le implicazioni più importanti, per condividerle con voi nell'imminente workshop di Milano.IMG 1155


Un discorso già presente sul libro Creare modelli di business, sviluppato poi in Value Proposition Design(che, a proposito, ha raggiunto il 1° posto come bestseller nella categoria Customer Service, il 4° posto nella più ampia Marketing & Sales, e continua a scalare la Top 100 di tutti i libri di Business & Money), dicevamo, un discorso che acquista ancora più senso oggi è l'integrazione della cosiddetta suite of tools: il Value Proposition Canvas, il Business Model Canvas e la Mappa dell'Ambiente, una composizione di strumenti integrati tra loro.


Questa integrazione permette di ampliare la propria capacità di innovazione, senza complicare il lavoro. Al contrario: i tre strumenti si integrano a seconda di quanto tu abbia bisogno di allargare o restringere la tua prospettiva.

Cioè, se con il Business Model Canvas puoi definire chiaramente il modello di business della tua azienda e delle sue connessioni interne, con il Value Proposition Canvas (di cui stiamo per dare delle basi in anteprima durante il nuovo workshop) fai uno zoom in sui tuoi clienti e sui prodotti e servizi più adatti alle loro reali esigenze. Invece, con la Mappa dell'Ambiente operi uno zoom out, un allargamento di prospettiva, che ti permette di capire chiaramente l'ambiente, il contesto più ampio in cui si inserisce il tuo modello di business.

Nessun dettaglio viene trascurato.

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Alex naturalmente ha focalizzato l'attenzione di tutti noi sul potenziamento del proprio modello di business. In questo senso oggi possiamo identificare 4 livelli di strategie operate da 4 gruppi di aziende:

  • Strategie di Livello 0 (Gli Inconsapevoli): sono strategie limitate a creare un fit tra prodotto e mercato senza però aver operato alcuna riflessione sul modello di business, né tantomeno sull’ambiente attorno ad esso, errore tipico di molte startup.

  • Strategie di Livello 1 (I Principianti): ottime strategie di partenza, con cui studiare attentamente tutti i punti del proprio modello di business, seppure utilizzandolo soprattutto come una sorta di check-list.

  • Strategie di Livello 2 (I Maestri): a questo livello la strategia studia le relazioni che ogni parte del proprio modello di business ha con le altre, in modo da creare una sorta di “storia” che funzioni in ogni singolo aspetto; in questo gruppo di aziende troviamo business model come Wii, Nespresso e Dell.

  • Strategie di Livello 3 (Gli Invincibili): nome meritatamente altisonante: sono le strategie adottate in business model come Apple e Amazon, cioè business model in continua evoluzione, capaci persino di cannibalizzare se stessi per approdare a modelli di business sempre nuovi, migliori, inattaccabili.

2015 03 13 Le 4 strategieOra che Value Proposition Design è alle porte anche in Italia sarà sempre più semplice per tutti evolvere le possibilità d'uso del Business Model Canvas; possibilità che lo rendono ancora più veloce e semplice da usare, con meno post it e più rapidità nel prototyping, come accenneremo nel prossimo workshop.


Permetteteci di chiudere con una piccola chiosa storica e un'indicazione di direzione futura.

Negli ultimi 2 anni il nostro obiettivo primario è stato quello di portare le aziende italiane ad abbandonare le Strategie di Livello 0 per adottare nuove logiche di innovazione. Pensiamo che oggi, dopo numerosi workshop tenuti in tutta Italia con aziende, organizzazioni e Università pubbliche e private (abbiamo appena saputo di essere stati citati in una tesi di laurea, cosa che riempie di orgoglio), e sapendo che attualmente svariate decine di consulenti sono lanciati a formare sul Canvas e su quelle nostre logiche, sia il momento di spingere sull’acceleratore, per salire di gradino, sempre più verso gli ultimi due livelli di Strategia.


Non è complicato. Anzi, ci sorprende e ci incoraggia come le aziende con cui abbiamo e stiamo applicando il metodo di scalata delle Strategie siano altamente ricettive, sia verso i contenuti che verso i processi di implementazione attiva. Processi che, va ribadito, devono essere parte integrante della vita di un'azienda.


L'innovazione, infatti, dev'essere sempre in moto.



P.S.: pochi giorni, e il workshop inizia. Vuoi sapere qual è l'agenda? Consultala qui. Attenzione però: i posti per partecipare stanno per esaurirsi del tutto; dopo non ci sarà possibile in alcun modo aggiungerne di nuovi. Iscriviti ora!

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