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Uno degli aspetti più interessanti del Business Model Canvas è la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze.


Questa è stata una linea ricorrente nella recente Master Class berlinese di Alexander Osterwalder, a cui abbiamo partecipato. Innovatori da tutto il mondo sono venuti per apprendere le diverse declinazioni che il Canvas può garantire, e da parte nostra, in vista dell'imminente uscita italiana di Value Proposition Design, che abbiamo revisionato personalmente, volevamo approfondire direttamente da Alex le implicazioni più importanti, per condividerle con voi nell'imminente workshop di Milano.IMG 1155


Un discorso già presente sul libro Creare modelli di business, sviluppato poi in Value Proposition Design(che, a proposito, ha raggiunto il 1° posto come bestseller nella categoria Customer Service, il 4° posto nella più ampia Marketing & Sales, e continua a scalare la Top 100 di tutti i libri di Business & Money), dicevamo, un discorso che acquista ancora più senso oggi è l'integrazione della cosiddetta suite of tools: il Value Proposition Canvas, il Business Model Canvas e la Mappa dell'Ambiente, una composizione di strumenti integrati tra loro.


Questa integrazione permette di ampliare la propria capacità di innovazione, senza complicare il lavoro. Al contrario: i tre strumenti si integrano a seconda di quanto tu abbia bisogno di allargare o restringere la tua prospettiva.

Cioè, se con il Business Model Canvas puoi definire chiaramente il modello di business della tua azienda e delle sue connessioni interne, con il Value Proposition Canvas (di cui stiamo per dare delle basi in anteprima durante il nuovo workshop) fai uno zoom in sui tuoi clienti e sui prodotti e servizi più adatti alle loro reali esigenze. Invece, con la Mappa dell'Ambiente operi uno zoom out, un allargamento di prospettiva, che ti permette di capire chiaramente l'ambiente, il contesto più ampio in cui si inserisce il tuo modello di business.

Nessun dettaglio viene trascurato.

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Alex naturalmente ha focalizzato l'attenzione di tutti noi sul potenziamento del proprio modello di business. In questo senso oggi possiamo identificare 4 livelli di strategie operate da 4 gruppi di aziende:

  • Strategie di Livello 0 (Gli Inconsapevoli): sono strategie limitate a creare un fit tra prodotto e mercato senza però aver operato alcuna riflessione sul modello di business, né tantomeno sull’ambiente attorno ad esso, errore tipico di molte startup.

  • Strategie di Livello 1 (I Principianti): ottime strategie di partenza, con cui studiare attentamente tutti i punti del proprio modello di business, seppure utilizzandolo soprattutto come una sorta di check-list.

  • Strategie di Livello 2 (I Maestri): a questo livello la strategia studia le relazioni che ogni parte del proprio modello di business ha con le altre, in modo da creare una sorta di “storia” che funzioni in ogni singolo aspetto; in questo gruppo di aziende troviamo business model come Wii, Nespresso e Dell.

  • Strategie di Livello 3 (Gli Invincibili): nome meritatamente altisonante: sono le strategie adottate in business model come Apple e Amazon, cioè business model in continua evoluzione, capaci persino di cannibalizzare se stessi per approdare a modelli di business sempre nuovi, migliori, inattaccabili.

2015 03 13 Le 4 strategieOra che Value Proposition Design è alle porte anche in Italia sarà sempre più semplice per tutti evolvere le possibilità d'uso del Business Model Canvas; possibilità che lo rendono ancora più veloce e semplice da usare, con meno post it e più rapidità nel prototyping, come accenneremo nel prossimo workshop.


Permetteteci di chiudere con una piccola chiosa storica e un'indicazione di direzione futura.

Negli ultimi 2 anni il nostro obiettivo primario è stato quello di portare le aziende italiane ad abbandonare le Strategie di Livello 0 per adottare nuove logiche di innovazione. Pensiamo che oggi, dopo numerosi workshop tenuti in tutta Italia con aziende, organizzazioni e Università pubbliche e private (abbiamo appena saputo di essere stati citati in una tesi di laurea, cosa che riempie di orgoglio), e sapendo che attualmente svariate decine di consulenti sono lanciati a formare sul Canvas e su quelle nostre logiche, sia il momento di spingere sull’acceleratore, per salire di gradino, sempre più verso gli ultimi due livelli di Strategia.


Non è complicato. Anzi, ci sorprende e ci incoraggia come le aziende con cui abbiamo e stiamo applicando il metodo di scalata delle Strategie siano altamente ricettive, sia verso i contenuti che verso i processi di implementazione attiva. Processi che, va ribadito, devono essere parte integrante della vita di un'azienda.


L'innovazione, infatti, dev'essere sempre in moto.



P.S.: pochi giorni, e il workshop inizia. Vuoi sapere qual è l'agenda? Consultala qui. Attenzione però: i posti per partecipare stanno per esaurirsi del tutto; dopo non ci sarà possibile in alcun modo aggiungerne di nuovi. Iscriviti ora!

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Sabato, 29 Settembre 2012 12:03

Business Model Generation

business model generation libroBusiness Model Generation è il libro che detta i fondamenti del Business Model Canvas. È stato pubblicato nel 2010 dopo uno straordinario lavoro svolto dal main team guidato da Alexander Osterwalder, Yves Pigneur e una community internazionale che ha coinvolto 470 esperti e consulenti in giro per il mondo. Il manuale affonda le sue radici nella tesi di dottorato di Osterwalder datata 2004 (The Business Model Ontology), dove viene sviluppato il primo concept del modello.

Non è il solito libro di letteratura manageriale, ma un vero e proprio manuale operativo con strumenti pratici ed efficaci che portano subito il lettore all'azione.

Ha raggiunto la posizione di 4° libro più venduto al mondo su Amazon, nella categia "Sistemi di Pianificazione e Management". Nel novembre 2014 ha superato il milione di copie vendute, tradotte in 30 lingue (la versione italiana Creare Modelli di Business è edita da FAG). creare modelli di business

Business Model Generation ha "generato" un vero e proprio movimento internazionale di esperti ed appassionati del modello. Su Business Model Hub, il network ufficiale creato da Alexander Osterwalder, oggi sono presenti oltre 8.000 imprenditori e consulenti che ogni giorno discutono e sviluppano il modello.

Il Business Model Canvas è ormai entrato nei programmi di formazione universitaria e viene impartito nelle migliori business school del mondo, prime fra tutte Berkeley e Stanford University

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Martedì, 04 Settembre 2012 10:53

Cos'è un Business Model

Il Business Model (o modello di business) è l'insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l'impresa acquisisce un vantaggio competitivo. In altri termini, ovvero con le parole di Alexander Osterwalder, ideatore del Business Model Canvas:


Il Business Model descrive la logica

con la quale un'organizzazione

crea, distribuisce e cattura valore.


Cosa significa "creare valore"?

Un’azienda crea valore per i propri clienti quando li aiuta a:

  • SVOLGERE UN “COMPITO” IMPORTANTE
  • SODDISFARE UN DESIDERIO
  • RISOLVERE UN PROBLEMA

Il successo o l'insuccesso di qualunque business dipende dalla capacità dell'azienda di creare questo valore per i propri clienti. 

La prima attività da svolgere per ripensare, rafforzare o migliorare un'azienda, per lanciare un nuovo prodotto/servizio, o per avviare una startup ad alto valore, è quella di creare il proprio modello di business. Così potrai stabilire con precisione cosa bisogna fare, come bisogna farlo e per quali precisi clienti l'azienda vuole creare valore.

L'errore più comune risulta quello di predisporre, come primo documento, il BUSINESS PLAN aziendale.


Business Plan o Business Model: cosa viene prima?

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Il Business Plan indica Che Cosa, Quanto Tempo e Quanti Soldi servono per mettere in pratica il Business Model.

Per questo è un documento complesso, arricchito da molte pagine di analisi e previsioni. È un documento utlissimo da presentare agli stakeholders (ovvero i soggetti che hanno un'influenza nei confronti di un'iniziativa economica), agli investitori e per ottenere finanziamenti. Proprio per la sua complessità e la sua natura (sostanzialmente è un piccolo libro fatto di capitoli e paragrafi) poco si presta alla sua funzione di pianificazione strategica.

A differenza del Business Model Canvas (dove apportare modifiche, fare test e osservare come risponde tutto il sistema è abbastanza semplice - basta spostare un post-it), rivedere la strategia aziendale attraverso il Business Plan risulta molto più complicato. Per questo consigliamo di considerarlo come un documento da redarre solo dopo aver validato il proprio modello di business. In questo modo svolgerà a pieno la sua funzione, soprattutto se ci preoccupiamo di adattarlo a seconda del pubblico che dovrà leggerlo (banche, business angels, venture capitalists, partners, futuri soci, ecc.).

Quindi, prima si progetta il Business Model, e solo dopo si compila il Business Plan.

   

Dato che un concetto chiave di ogni Business Model è il valore offerto, è bene chiarire come si misura il valore, utilizzando una definizione che aiuta a semplificare il concetto: 

Il VALORE PERCEPITO dal cliente è dato dalla differenza tra BENEFICI ricevuti e COSTI sostenuti

Il Business Model diventa quindi il modo in cui l’azienda organizza se stessa e la sua offerta per creare il massimo valore possibile per i suoi clienti!

Nella progettazione di un business model è quindi fondamentale utilizzare un approccio customer oriented, ovvero orientato all'offerta di soluzioni che offrano il massimo valore possibile ai futuri clienti. Mantenere uno standard di qualità elevato e praticare allo stesso tempo un prezzo finale accessibile (grazie all'utilizzo di un'innovazione tecnologica che migliora i processi) è, per esempio, uno dei migliori modi per accrescere il valore percepito.

  

Un Caso di Successo

circuito curversCurves è una palestra per sole donne che offre un metodo di allenamento di 30 minuti con macchine speciali. L'invezione del circuito a macchine idrauliche ideato da Curves ha permesso di offrire alle clienti del fitness center alti standard di servizio con risultati eccezionali per tenersi in forma, mantenendo prezzi accessibili sugli abbonamenti mensili. Inoltre Curves ha dato molta importanza all'esigenza della donna moderna di conciliare famiglia, lavoro e tempo libero e questo le ha permesso di diventare il franchising con il più veloce tasso di apertura sul pianeta (ogni 30 ore, nel mondo, qualcuno decide di aprire una nuova palestra Curves).

Lavorare sul business model permette di ottenere risultati come questi!

Fonti:

www.businessmodelgeneration.com

Osterwalder, A., Pigneur, Y. (2010). Creare modelli di business. Milano: FAG, 2012.

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il BMC è un modello tratto dal libro Business Model Generation

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