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Mercoledì, 07 Gennaio 2015 00:00

Innovare il 2015!


Perché i dati ci dicono che tra il 70% e il 95% delle startup fallisce nei primi 12-36 mesi di vita?
Perché Grandi Aziende di storica portata arrancano nel panorama contemporaneo?
Quale segreto hanno scoperto quelle realtà capaci di sfidare il mercato e resistere alle crisi e ai suoi mutamenti?


Negli ultimi anni ci siamo apprestati a dare risposte sempre più complete su questi argomenti e su quelli ad essi correlati:

  • abbiamo ampiamente parlato di Business Design, l'approccio all'innovazione di cui ogni azienda può munirsi per riprendere in mano le redini del proprio mercato

  • abbiamo spiegato perché i business model falliscono e dato delle istruzioni paradossali per pianificare il proprio fallimento

  • e naturalmente abbiamo riportato casi concreti, agganciandoci a realtà italiane per mostrarne i punti di forza e aiutare a capire su cosa occorre puntare per risultare vincenti, illustrando idee che sono state capaci di affermarsi in poco tempo nei loro settori di nicchia e non (si pensi a Radio RAM Power e a Virgin Radio), spiegando come dei modelli di business che tutti pensavano spacciati possano in realtà risorgere (come quelli legati alle librerie e all'editoria tradizionale), descrivendo anche modelli dalle grandi potenzialità vincenti che, purtroppo, oggi attraversano invece un periodo drastico (si pensi ad Italo), o anticipando successi che molti avrebbero poi trovato “inspiegabili” (come quando abbiamo parlato del successo di WhatsApp nel momento in cui tutti la davano vinta da WeChat, successo ratificato pochi mesi dopo dall'acquisto di Facebook).

In tutto questo ha fatto da sfondo lui, il Business Model Canvas.

Il portale su cui ti trovi è stato il primo in Italia, visto anche da Alexander Osterwalder. E il nostro impegno nel diffondere il Canvas non è stata una corsa ad accaparrarsi l'ultima tecnica di successo sbarcata sul mercato, ma uno studio e una ricerca durati anni - fin dal suo approdo e utilizzo nei mercati esteri - che ci hanno portato a scommettere con certezza su un modello che si è poi rivelato ciò che è oggi: uno standard mondiale per l'innovazione. Parole enfatiche ma vere in tutto e, questo ci interessa di più, concrete nei numeri portati a casa.

E così Beople e il portale sono diventati punti di riferimento, tanto che abbiamo cercato il più possibile di far comprendere tutte le sfaccettature del Canvas:

E ora?

Dopo essere andati a Ginevra per assistere alla presentazione di Alex per Value Proposition Design (il nuovo libro, che si prevede essere già un nuovo essenziale tassello per l'innovazione e la “creazione” di mercati e clienti sempre più adatti alle proprie proposte) ed averlo presentato ufficialmente noi stessi pochi giorni dopo a Milano, la nostra linea proseguirà ovviamente lungo questo binario.

Ma non solo.

Oltre a esserci dedicati alla variante del Canvas centrata sulla persona, il Personal Business Model Canvas (di cui abbiamo curato la revisione tecnica dell'edizione italiana, insieme a Luigi Centenaro), e ad aver organizzato per la seconda volta con il suo creatore Tim Clark un workshop dedicato ai manager, abbiamo ripensato e testato una nuova formula dei nostri Business Model Innovation workshop che fa solo da prodromo a nuovi cambiamenti che Beople introdurrà in questo 2015.

Quali? Siate pazienti.

Permetteteci giusto di aprire il nuovo anno con un nuovo sito dedicato a Beople: www.beople.me
Un biglietto da visita, certo, ma speriamo che l'apprezziate come premessa di ciò che ci/vi attende in questo anno di riprese, scelte, possibilità e innovazioni.

 Se ancora non l'avete fatto, scaricate il materiale, seguite i nostri articoli e iscrivetevi alla nostra newsletter: ci saranno molte novità per voi nei prossimi mesi.

Beople

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Secondo il Cerved i fallimenti sono aumentati del 12% rispetto allo scorso anno: quasi 10.000 le imprese fallite nel 2013.
Come entrare in questa eccezionale classifica?
Ecco alcune semplici istruzioni per farlo.


sorry Sei uno startupper?

  • Innamorati della tua idea.
    Parti in quarta: convinciti che la tua idea sia perfetta, evita di metterla in discussione e chiedi finanziamenti in modo da realizzarla il prima possibile. Evita in tutti i modi di creare alternative e prototipi: i clienti l'apprezzeranno senz'altro così com'è, e se così non fosse la colpa è tutta loro.
  • Crea un Business Plan approfondito, e solo quello.
    Sei arrivato in queste pagine e hai letto con entusiasmo tutto ciò che riguarda il Business Model Canvas? Stai attento! Non lasciarti affascinare! Accontentati di realizzare solo il Business Plan, con tutti i minimi dettagli e 100 pagine da leggere. Resta calmo se il mercato ha delle importanti novità mentre tu stai ancora finendo le ultime pagine: sicuramente Steve Blank, professore e autore del bellissimo libro Startupper. Guida alla creazione di imprese innovative, si sbaglia quando afferma che: “Nessun business plan sopravvive al primo impatto con i clienti”.  
  • Entra in un incubatore o in un acceleratore e preoccupati solo di reperire finanziamenti.
    Trascura le soluzioni che possono derivare da un approfondimento del know-how e i feedback degli esperti e dei clienti frutto dei cicli iterativi di lean startup.

Sei un manager?

  • Lavora solo allo sviluppo del tuo prodotto/servizio.
    Ignora i clienti: sbaglia chi dice che questa è la prima causa di fallimento. Quindi evita di utilizzare strumenti derivati dal Business Design e dal Visual Thinking, come il Value Proposition Canvas, l’Empathy Map o la Customer Journey: ti serviranno solo a scoprire desideri, bisogni e necessità dei clienti. "Queste cose le so già” dev'essere il tuo mantra. Evita quindi di indagare se e come stanno cambiando. Tieniti lontano dal chiedere ai clienti cosa pensano dei tuoi assunti: le ipotesi strategiche che hai immaginato corrispondono alla realtà. Quindi parti ed entra sul mercato con un grosso investimento e fallo su larga scala.
  • Considera i tuoi clienti semplicemente come un target.
    Trovare nuove alternative, come ad esempio pensare che possano co-produrre il valore che tu stesso vuoi erogare (come ha fatto la Lego) potrebbe farti avvicinare pericolosamente a logiche di pensiero e modelli manageriali nuovi, facenti parte degli attuali standard internazionali.
  • Continua a fare quello che hai sempre fatto e attribuisci la colpa di tutto alla crisi.
    Devi convincerti realmente di un fatto vitale: nel tuo settore innovare è impossibile. E se anche fosse, ricordati che comunque nella tua azienda ci saranno sempre vincoli interni ed esterni o, criterio inattaccabile, il budget è troppo ridotto, per tentare di avere successo.

Questi sono alcuni modi per fallire, ma ce ne sono altri. Le potenzialità sono molte, soprattutto nelle persone creative: è quindi consigliabile andare avanti a trovare tutti gli altri metodi per far fallire le proprie idee o, perché no, la propria azienda. Perché accontentarsi quando è possibile arrivare a successi catastrofici?

Ultimo suggerimento: evita di prendere seriamente questo post!
Criticalo e ignora il workshop del 3 e 4 dicembre sull'innovazione dei modelli di business: il suo scopo è lavorare praticamente per apprendere a creare idee sostenibili, soluzioni efficaci e modelli di business che creano mercati liberi dalla concorrenza, secondo i dettami della Strategia Oceano Blu. Inoltre è altamente divertente e partecipativo, pieno di momenti di scambio e networking: potrebbe costituire il fallimento del tuo fallimento!

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pupulito logo

Come può una piccola startup migliorare il mondo?
Creando un'idea innovativa!

Dopo esserci concentrati su un Big come Italo e su dei campioni come Atooma, oggi vogliamo scendere in strada, a Novara, e vedere come una realtà piccola, un negozio apparentemente come tanti, possa dar luce a un'idea credibile che sta già diffondendo il contagio a Milano. Un'idea vincente! Ha appena vinto la quinta edizione del Premio Nazionale per l'Innovazione nei Servizi all'interno della categoria Service Design nei Servizi, “per aver progettato un servizio in grado di far riscoprire in chiave moderna un gesto antico ed amorevole nei confronti dei bambini, salvaguardando ambiente, salute e sostenibilità dei costi”, come riporta la motivazione. Inoltre, Si può fare, programma di Radio24 condotto da Alessio Maurizi e dedicato alle realtà italiane che rendono il nostro un Paese migliore, l'ha invitata a spiegare le sue potenzialità. E oggi tocca a noi parlarne e svelarne l'innovativo business model.
L'idea si chiama Pupulito e lei è Camilla Masala.

Ciao Camilla, prima di tutto direi di spiegare come funziona Pupulito.
Pupulito è un servizio di vendita, noleggio e lavaggio di pannolini lavabili per bambini, con consegna e ritiro a domicilio. Il servizio nasce dalla consapevolezza che la mancanza di tempo da dedicare al loro lavaggio sia uno dei principali deterrenti all'adozione dei pannolini lavabili.

Ottimo modo per sposare le tendenze green e clean del momento. Peraltro vedo che cavalchi l'onda dei Gruppi di Acquisto, per agevolare i clienti nell'avvicinarsi al tuo servizio. Chi altri sono i tuoi clienti e cosa gli offri?
Sì, oltre a loro Pupulito si rivolge sia a clienti privati (famiglie) che ad aziende (asili nido).
I clienti privati sono principalmente di due tipologie: chi ha tempo e voglia di lavare i pannolini, e quindi si orienta all'acquisto degli stessi; chi non ha tempo (o voglia), e si orienta alla sottoscrizione del servizio di noleggio con lavaggio incluso. La maggior parte di loro decide di adottare i pannolini lavabili principalmente per una scelta etica e ambientale e, naturalmente, per i benefici che i pannolini lavabili portano a livello di salute e benessere dei propri bambini.
Agli asili si offre principalmente il servizio di noleggio con lavaggio incluso.

In generale, oltre che con il tuo sito internet, come li raggiungi?
A Novara ho uno spazio fisico di vendita, nel quale periodicamente organizzo anche incontri e seminari rivolti ai genitori. Facebook, poi, rappresenta un importate canale di comunicazione.
Partecipo anche a fiere ed eventi coerenti con l'identità di Pupulito e, infine, per chi sottoscrive il servizio di noleggio e lavaggio, offro il servizio di consegna/ritiro a domicilio.

Prevedi anche un modo per mantenere i contatti e fidelizzarli?
Ho una mailing list, che utilizzo principalmente per segnalare novità e notizie. Il canale di comunicazione privilegiato rimane comunque Facebook, sia attraverso la pagina ufficiale di Pupulito, sia mediante la partecipazione attiva all'interno di gruppi Facebook specifici (es. gruppi di mamme). Ho anche un profilo Twitter che, tuttavia, non ha la portata di Facebook.

Vedo che i ricavi principali sono dati dai servizi base, ma che hai pensato anche a dei kit specifici. Inoltre, in che modo tutto quello che fai ti aiuta a mantenere Pupulito?
Il canale Facebook, oltre al passaparola che genera, aiuta Pupulito a costruire la propria credibilità. Commenti positivi postati dai clienti, ad esempio, incentivano altre persone a contattarmi e a chiedere informazioni sui prodotti e sul servizio offerto.

Tra le risorse chiave ci sono le materie prime certificate, la lavanderia e naturalmente il punto vendita. In più di chi e cosa ha bisogno Pupulito per funzionare?
Ha bisogno di una comunità locale informata e consapevole, in modo da diventare un riferimento per tutti coloro che vogliano adottare scelte ambientalmente (ed economicamente) sostenibili. Ha bisogno inoltre di collocarsi all'interno di un contesto dove l'attenzione all'ambiente e alla gestione dei rifiuti sia una priorità.

Tra le attività, invece, c'è la tracciabilità dei prodotti, fondamentale per far sì che ognuno sappia di poter usare sempre e solo i propri pannolini. Quali altri attività chiave sono indispensabili per far vivere Pupulito?
L'attività principale è l'attività di informazione, portata avanti, ad esempio, grazie alla partecipazione/organizzazione di incontri specifici con i genitori. La maggior parte dei genitori non conosce l'alternativa dei pannolini lavabili o, senza motivo, la esclude a priori.
Per il servizio di noleggio/lavaggio, la gestione diretta del servizio di consegna a domicilio è fondamentale per costruire e mantenere un rapporto di fiducia e un canale di comunicazione diretto con i clienti.

Ho visto che ci sono diversi partner che portano valore alla tua attività: VeganOk, AIAB, Frugi, SpazioDar, ICEA per la certificazione di etica ambientale, e altri ancora. Una bella rete...
Sì, e inoltre Pupulito è entrato a far parte del progetto Comunità Ecosostenibile Novarese.

E i costi quali sono?
Oltre ai costi relativi all'acquisto e alla produzione dei pannolini, i principali costi sono naturalmente quelli di gestione (energia elettrica per il lavaggio e affitto dei locali commerciali).

Insomma, l'idea ci piace. Sposa le tendenze del marketing 3.0 di cui abbiamo parlato poco tempo fa, dimostrando che anche in Italia si affacciano con sempre più interesse e ribadendo che contemplare un approccio social nella creazione dei business model oggi è indispensabile. Ci piace, perché in linea con la nostra idea e con i nostri interventi, volti a colorare di 3.0 le innovazioni dei nostri clienti.
E, a proposito, mantenete la vostra attenzione su queste frequenze, perché stiamo preparando un evento speciale in questa direzione...

pupulito business model canvas

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