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Lunedì, 21 Settembre 2015 09:20

Canvas Workshop con Confartigianato Vicenza





2015 09 21 Canvas Workshop 6Ieri sera su TvA Vicenza è stata trasmessa una nostra intervista in occasione del Canvas Workshop tenuto alcuni giorni fa con Confartigianato Vicenza e InnovArti al Megahub di Schio. Dobbiamo dirlo, ha avuto un grande successo: oltre 100 imprenditori hanno partecipato per apprendere il Business Model Canvas ma, soprattutto, le logiche del business design che permettono di avviare e mantenere processi di innovazione continua.

Se fino a pochi anni fa c'era infatti un solo modello di business dominante per ogni settore, oggi si fa fatica a contarli. Questo significa almeno due cose:

1) non si possono più seguire vecchie logiche

2) nello stesso settore esistono diverse esigenze (dei clienti)

Le vecchie logiche non si possono più seguire perché i vecchi vincoli sono allentati e occorre capire come riconfigurare il proprio spazio di mercato - cosa oggi meno semplice di un tempo (dove esistevano poche e consolidate realtà), ma indispensabile.

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Durante il workshop abbiamo chiarito una cosa fondamentale: questa realtà vale per tutti, dalle grandi aziende alle startup.

Uno degli strumenti più adatti a riconfigurare (e a non essere riconfigurati) è il Business Model Canvas. Facile, veloce, capace di produrre almeno 3 tipi di risultati:

1) Innovare il proprio modello di business

2) Analizzare modelli di business alternativi (o concorrenti!) per estrarne punti di forza e debolezza

3) Comunicare in modo veloce e ottimizzato tra i membri strategici dell'azienda

2015 09 21 Canvas Workshop 5Gli imprenditori e le imprenditrici presenti hanno applicato gli apprendimenti direttamente sulle loro realtà, imparando così sia attraverso un ampio ventaglio di esempi di aziende di successo (e anche di catastrofici fallimenti), sia attraverso la pratica diretta con la propria realtà aziendale.

Su un punto ci siamo concentrati particolarmente: conoscere i propri clienti. Ignorarli, infatti, è il motivo per cui il 90% delle startup chiude (e Grandi Flop come Blockbuster e Kodak dimostrano che questo è vero anche a livelli più alti). Così abbiamo presentato nel dettaglio un altro strumento: il Value Proposition Canvas.

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Unito alle logiche del business design per empatizzare con i propri clienti, il VPD è un'ottima guida per capire cosa i clienti davvero vogliono, e adattare alle loro esigenze i propri prodotti/servizi, o crearne di completamente nuovi.

2015 09 21 Canvas Workshop 4Questa breve giornata è stata propedeutica per l'insieme di quattro giornate pensate appositamente per il nostro programma di accellerazione (vedi la pagina workshop). C'è stata un'alta partecipazione e una nuova felice dimostrazione della volontà di aziende sia nuove che consolidate di apprendere strumenti efficaci e oggi indispensabili per il loro business. 

Di seguito vi riportiamo il video con l'intervista fatta a Matteo Fusco in occasione dell'evento.

Un rigraziamento particolare va a tutti gli imprenditori coinvolti e alla straordinaria organizzazione di Confartigianato Vicenza. Facciamo invece il nostro migliore in bocca a lupo al Megahub di Schio: una realtà che non farà fatica a diventare un punto di riferimento sul territorio dati i presupposti.  

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2015 07 03 Linnovazione nelle aziende di Trentino Sviluppo 1Ci chiama Trentino Sviluppo. Come da mission, vuole promuovere la crescita imprenditoriale e strategica delle aziende del territorio.  

Come fare?
Una ventina di partecipanti – per lo più dirigenti, imprenditori, startupper e consulenti del territorio – tutti associati a Trentino Sviluppo. La soluzione migliore è far sperimentare con la pratica, direttamente sui loro progetti, gli strumenti e le logiche del Business Design.

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Gli obiettivi sono chiari:

  • sviluppare e potenziare il proprio business: superare l'ostacolo della scarsa crescita e della morte prematura della maggior parte delle startup (circa il 90% non arriva a 5 anni)
     
  • creare maggiore valore attraverso servizi e prodotti che i clienti desiderano e possono realmente apprezzare: troppo spesso, infatti, l'imprenditore è innamorato di qualcosa che il cliente non apprezza, non capisce o di cui in realtà non ha bisogno (i clienti si stupiscono sempre di quanto di frequente accada questa possibilità)
     
  • ridurre la percentuale di rischio e di fallimento: mettendo le mani in pasta per creare un modello di business forte e sostenibile nel tempo, che superi l'impatto col mercato


Soprattutto quest'ultimo punto dev'essere strategico, perché tutte le tecniche del mondo non servono a niente se alla prova dei fatti si rivelano puri esercizi di stile - che spesso rendono belli i consulenti, senza aiutare davvero i clienti.

2015 07 03 Linnovazione nelle aziende di Trentino Sviluppo 2Con strumenti e metodologie del business design calzati alle esigenze espresse, li portiamo a ridurre fortemente le problematiche esposte e a rendere più facile e veloce sviluppare gli elementi fondamentali necessari per raggiungere gli obiettivi espressi.

Il processo si focalizza quindi su una prima definizione chiara del modello di business delle aziende. Non una semplice checklist degli elementi chiave che lo compongono, ma una visione chiara di come questi elementi interagiscono tra loro. Ogni azienda può così capire da dove partire per migliorare il proprio business, rinforzando i punti di forza e smorzando i punti di debolezza.

Da qui si passa a definire i clienti strategici su cui concentrarsi. Diviene molto più efficace un lavoro mirato su uno o due specifici segmenti di clientela (lavoro eventualmente replicabile successivamente su altri segmenti), selezionati in base alle necessità dell'azienda. Ne individuiamo le caratteristiche chiave e ci focalizziamo sui loro job-to-be-done. Da qui si passa poi a capire quali siano problemi affrontati e vantaggi ricercati da essi, in modo che, alla fine, si possa pensare a come modificare la propria proposta di valore in base ad essi.

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Ma secondo noi serve anche altro.
Serve assumere delle logiche diverse, dei modi di porsi diversi, altrimenti si torna a fallire come è accaduto in passato, come sta accadendo nel presente, o come potrebbe accadere in futuro. Per prendere in prestito una frase di Einstein: “I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati”.
Soprattutto, serve qualcosa che sia più che pratico: dev'essere adatto alla specifica realtà delle aziende coinvolte. Anzi, ancora più di questo: le aziende devono essere messe in grado di usare da sé gli strumenti dell'innovazione. 

Così, laddove i partecipanti ci parlano di idee rivelatesi insufficienti e/o inefficaci, alleniamo i team nella generazione di nuove soluzioni calzanti alla specifica realtà descritta, e nello sviluppo di un'attitudine all'innovazione, cioè alla capacità di trasferire gli apprendimenti a progetti nuovi, futuri e alternativi.

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Due giornate operative su questo.
Strumenti e metodologie pratiche e facilissime da condividere, permettono agli imprenditori di comprendere come creare un processo interno di innovazione continua all'interno delle loro aziende.

La forza e la chiarezza delle mappe visuali consente inoltre di capire come migliorare contemporaneamente la comunicazione, l'allineamento e la comprensione dei loro team di lavoro.

Non solo.
Oltre a potenziare il business model delle aziende e a rendere più efficienti le comunicazioni, i modelli che apprendono gli permettono anche di analizzare ed estrarre informazioni strategiche dalla concorrenza, o di fare analisi extra-settore, per trarre spunti e nuove idee da mercati diversi, facilmente replicabili nel proprio modello di business.

2015 07 03 Linnovazione nelle aziende di Trentino Sviluppo 3Tutti i partecipanti escono entusiasti ed estremamente soddisfatti dal workshop.
Hanno percepito e soprattutto sperimentato direttamente nuove modalità per governare il timone della loro impresa e per governare l'essenza stessa dell'imprendotoria: generare valore per il proprio mercato e quindi per la propria organizzazione.
 

D'altronde, è importante che tu possa creare un'idea che oggi funzioni nel presente, ma è essenziale che tu sappia generare centinaia di idee produttive per il tuo futuro.


P.S.: ti interessa attivare un lavoro simile nella tua azienda o nella tua organizzazione? Scrivici ora: clicca qui.

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Uno degli aspetti più interessanti del Business Model Canvas è la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze.


Questa è stata una linea ricorrente nella recente Master Class berlinese di Alexander Osterwalder, a cui abbiamo partecipato. Innovatori da tutto il mondo sono venuti per apprendere le diverse declinazioni che il Canvas può garantire, e da parte nostra, in vista dell'imminente uscita italiana di Value Proposition Design, che abbiamo revisionato personalmente, volevamo approfondire direttamente da Alex le implicazioni più importanti, per condividerle con voi nell'imminente workshop di Milano.IMG 1155


Un discorso già presente sul libro Creare modelli di business, sviluppato poi in Value Proposition Design(che, a proposito, ha raggiunto il 1° posto come bestseller nella categoria Customer Service, il 4° posto nella più ampia Marketing & Sales, e continua a scalare la Top 100 di tutti i libri di Business & Money), dicevamo, un discorso che acquista ancora più senso oggi è l'integrazione della cosiddetta suite of tools: il Value Proposition Canvas, il Business Model Canvas e la Mappa dell'Ambiente, una composizione di strumenti integrati tra loro.


Questa integrazione permette di ampliare la propria capacità di innovazione, senza complicare il lavoro. Al contrario: i tre strumenti si integrano a seconda di quanto tu abbia bisogno di allargare o restringere la tua prospettiva.

Cioè, se con il Business Model Canvas puoi definire chiaramente il modello di business della tua azienda e delle sue connessioni interne, con il Value Proposition Canvas (di cui stiamo per dare delle basi in anteprima durante il nuovo workshop) fai uno zoom in sui tuoi clienti e sui prodotti e servizi più adatti alle loro reali esigenze. Invece, con la Mappa dell'Ambiente operi uno zoom out, un allargamento di prospettiva, che ti permette di capire chiaramente l'ambiente, il contesto più ampio in cui si inserisce il tuo modello di business.

Nessun dettaglio viene trascurato.

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Alex naturalmente ha focalizzato l'attenzione di tutti noi sul potenziamento del proprio modello di business. In questo senso oggi possiamo identificare 4 livelli di strategie operate da 4 gruppi di aziende:

  • Strategie di Livello 0 (Gli Inconsapevoli): sono strategie limitate a creare un fit tra prodotto e mercato senza però aver operato alcuna riflessione sul modello di business, né tantomeno sull’ambiente attorno ad esso, errore tipico di molte startup.

  • Strategie di Livello 1 (I Principianti): ottime strategie di partenza, con cui studiare attentamente tutti i punti del proprio modello di business, seppure utilizzandolo soprattutto come una sorta di check-list.

  • Strategie di Livello 2 (I Maestri): a questo livello la strategia studia le relazioni che ogni parte del proprio modello di business ha con le altre, in modo da creare una sorta di “storia” che funzioni in ogni singolo aspetto; in questo gruppo di aziende troviamo business model come Wii, Nespresso e Dell.

  • Strategie di Livello 3 (Gli Invincibili): nome meritatamente altisonante: sono le strategie adottate in business model come Apple e Amazon, cioè business model in continua evoluzione, capaci persino di cannibalizzare se stessi per approdare a modelli di business sempre nuovi, migliori, inattaccabili.

2015 03 13 Le 4 strategieOra che Value Proposition Design è alle porte anche in Italia sarà sempre più semplice per tutti evolvere le possibilità d'uso del Business Model Canvas; possibilità che lo rendono ancora più veloce e semplice da usare, con meno post it e più rapidità nel prototyping, come accenneremo nel prossimo workshop.


Permetteteci di chiudere con una piccola chiosa storica e un'indicazione di direzione futura.

Negli ultimi 2 anni il nostro obiettivo primario è stato quello di portare le aziende italiane ad abbandonare le Strategie di Livello 0 per adottare nuove logiche di innovazione. Pensiamo che oggi, dopo numerosi workshop tenuti in tutta Italia con aziende, organizzazioni e Università pubbliche e private (abbiamo appena saputo di essere stati citati in una tesi di laurea, cosa che riempie di orgoglio), e sapendo che attualmente svariate decine di consulenti sono lanciati a formare sul Canvas e su quelle nostre logiche, sia il momento di spingere sull’acceleratore, per salire di gradino, sempre più verso gli ultimi due livelli di Strategia.


Non è complicato. Anzi, ci sorprende e ci incoraggia come le aziende con cui abbiamo e stiamo applicando il metodo di scalata delle Strategie siano altamente ricettive, sia verso i contenuti che verso i processi di implementazione attiva. Processi che, va ribadito, devono essere parte integrante della vita di un'azienda.


L'innovazione, infatti, dev'essere sempre in moto.



P.S.: pochi giorni, e il workshop inizia. Vuoi sapere qual è l'agenda? Consultala qui. Attenzione però: i posti per partecipare stanno per esaurirsi del tutto; dopo non ci sarà possibile in alcun modo aggiungerne di nuovi. Iscriviti ora!

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